Come abbiamo visto negli articoli sul caffe espresso e sul moka caffè l’intervallo che ha diviso la possibilità di gustare il caffè anche a casa è stato di circa 30 anni e nei successivi trenta la voglia di questa bevanda è aumentata ulteriormente portando alla necessità di trovare una qualche soluzione che permettesse di gustare un caffè anche sul posto di lavoro.
E come tradizione aveva voluto, con un intervallo simile al precedente, nel 1963 una nota casa produttrice di macchine da caffè per bar introduce sul mercato il primo distributore automatico di caffè chiamato E61.
Questo nuovo curioso macchinario era in grado di macinare e preparare il caffè al costo dell’epoca di 50 lire.
I primi distributori automatici di caffè erano molto costosi e rivolti ad utenze di oltre 50 persone ed erano dunque rivolti principalmente a grandi centri direzionali o fabbriche con elevato numero di dipendenti.
Per permettere anche a bacini di utenza inferiori di poter gustare sul luogo di lavoro un buon caffè espresso, sempre faema produsse una macchina che produceva bevande a base di caffè liofilizzato (settore in cui Faema è stata a lungo leader prima di cedere il passo a Nestlè).
Negli anni a venire, fino ad arrivare ai giorni nostri i distributori automatici di caffè si sono evoluti a tal punto da poter essere considerati dei piccoli bar automatici, in cui è possibile acquistare non solo ormai ottimi caffe espresso, ma anche cappuccino, cioccolate, tè ed altre bevande calde.
Come si sa purtroppo in Italia l’occasione fa l’uomo ladro e nel tempo l’opportunità di gustare un caffè sul luogo di lavoro è diventata pretesto per lunghe pause e chiacchierate fra i dipendenti, rendendo i titolari delle ditte un po’ avversi alla presenza dei distributori automatici di caffè.
E forse da qui il binomio caffè ufficio si è fatto ancor più stretto con l’introduzione sul mercato nei primi anni del 2000 di un nuovo tipo di macchina da caffè di dimensioni che possono comodamente stare sulla scrivania di ogni singolo ufficio che prevede la possibilità di erogare attraverso l’introduzione di una piccola capsula di plastica piena di polvere tostata dosi singole di caffè. Stiamo parlando dell’ormai ampiamente diffuso caffè a cialde.

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